VINCENZO CHERUBINI: POESIA E DIALETTO

Najada J.B

L'ultimo lavoro dal poeta e scrittore Vincenzo Cherubini si intitola “Annanno ‘n ghjèsa” (Poesie Haiku sulle confraternite di Orte e religiose),  potete trovarlo digitando l’autore e il titolo del libro, per chi fosse interessato alla presentazione può andare sul link https://youtu.be/r180EtPVM2w?si=sZ87ZDJ1Up9RDhey

Sito: Morphena Editrice

Ringrazio l'autore per aver dedicato il suo tempo a rispondere a queste domande.

Quali sono i vantaggi che il dialetto ti offre nella ricerca del “momento illuminante” tipico dell'Haiku? Ci sono parole o espressioni dialettali che ti permettono di evocare un'immagine in modo più conciso rispetto all'italiano?
VINCENZO: Certo, questo inevitabilmente, le immagini dialettali sono più forti e più sentite, si usa quella specifica parola in quel determinato contesto, non potrei mai dire per esempio un termine in senso generale come in italiano, mi spiego, quella determinata parola è valida in quel contesto preciso, in un altro contesto è fuori luogo. Il termine per esempio “trappola” (bugia) ormai caduto in disuso faceva rifermento alla menzogna, anche il termine “frangiòttola” (favola) indica una menzogna ma ha a che fare con qualcosa che la persona si è inventato per far credere qualcosa che non è vero. Vanno valutati bene i contesti, questo si può appurare tra i parlanti del posto.

 

È più difficile “togliere” o “trovare” la parola “dialettale” giusta quando scrivi Haiku?
VINCENZO: È più difficile trovare quella giusta, anche perché il dialetto muta in continuazione, molte parole muoiono e non si sentono più, molte parole che udivo da bambino si sono estinte. La difficoltà di trovare la parola giusta spesso è data anche dal contesto della composizione, per chiarire, se scrivo un haiku facendo riferimento alla campagna, si usano termini del contado, quelli del centro storico del paese, non hanno quasi pertinenza, il dialetto varia tantissimo rispetto allo stesso paese e si deve sempre tenere conto, della posizione diastatica e diatopica, ovvero alla variazione linguistica a livello sociale e a livello geografico.

 

Molti dialetti sono considerati lingue in via di estinzione. Scrivere Haiku in dialetto è anche un modo per preservarlo o per conferirgli una nuova dignità letteraria? Qual è la tua speranza per il futuro del dialetto ortano?
VINCENZO: Molti dialetti sono come dice lei in via d’estinzione, mi auguro o spero che per il futuro non solo io ma anche altri si possano interessare del dialetto ortano, al fine di preservarlo, o meglio di non farlo estinguere completamente per quanto riguarda i termini arcaici o antichi.

 

Hai dei progetti per il futuro? Come si chiamano? Potresti darci un'anteprima con qualche haiku?VINCENZO: Sto completando un libro di 60 poesie Haiku sempre in dialetto ortano con traduzione in italiano che tratta del tempo che passa, dei lavori che si facevano una volta, ma anche dell’amore.

(‘Na nònna bbacia
‘ccarézza e guarda i’ mmuso
Rìe i’nnepóte)

Una vecchia bacia
accarezza e guarda il viso
Ride il nipote 

***

(Vvèndo d’autunno
Pàssono le staggióni
su’ ttèmbo brèe )

Vento d’autunno
Passano le stagioni
Sul tempo breve

Parlaci un po' di te per il tuo pubblico: cosa speri per il futuro del dialetto e della scrittura poetica in generale?
VINCENZO: Spero innanzitutto che il dialetto venga salvaguardato, gli aspetti dialettali, folklorici e delle tradizioni molte delle quali ancora presenti, rimangano e possano essere un insegnamento per i giovani. Non si può sapere dove si va se non sappiamo da dove siamo venuti. Le nostre tradizioni, il modo di parlare dialettale è molto rilevante, pensiamo ai proverbi, alle espressioni ecc.
Per quanto riguarda la scrittura poetica in generale il discorso è talmente ampio che ci vorrebbe troppo spazio e tempo, posso dire che la scrittura soprattutto poetica, aiuta a riflettere su sé stessi se fatta in modo serio, non necessariamente erudito, ma fatto con serietà, pensiamo ad esempio ai poeti contadini, alle ottave di rima che venivano (in alcune parti ci sono ancora) cantate.


Hai qualche consiglio da dare?
VINCENZO: Rispetto alla poesia essendo un’arte particolarmente importante, un consiglio che posso dare, potrebbe sembrare banale, è quello di leggere, leggere e assaporare intimamente la poesia soprattutto dei grandi autori, ma non disdegnare la poesia dialettale, poiché spesso c’è racchiusa una saggezza e una particolarità di quel posto specifico.

Biografia:
Nato a Orte (VT) il 29 aprile 1957, consegue la laurea in psicologia nel 1991, si specializza in psicoterapia cognitiva (2003). Utilizza la poesia come terapia e come riabilitazione sociale sia individualmente che nei contesti gruppali, la sua metodologia è discussa in due tesi di Laurea presso L’Università La Sapienza di Roma nella facoltà di Psicologia (2007) e nella facoltà di Medicina e Odontoiatria (2012).

Si è occupato inoltre di teatro mettendo in scena Movimento e Poesia coniugando la musicalità dei versi con il WU-SHU in collaborazione con Pietro Cipriani, maestro di Kung-Fu cintura nera 8° grado.

Ha ricevuto le recensioni da parte della RID (Rivista Italiana di Dialettologia) per quasi tutti i testi pubblicati.

 

DELLO STESSO AUTORE

Cala il sole, Orte 1975 (Poesie)

Tempo danze ed eternità,  Orte 1990 (Poesie)

Sull’ingomincio de la sera, Orte 2009

(Poesie dialettali)

Zzòni ccanti e zzombi là ppe’ Orte, Orte  2013 (Poesie dialettali)

Diasille ortane e di alcuni paesi limitrofi, Orte 2014, (Ricerca folklorica)

Riccondanno qua ppe’ Orte, Orte 2016

(Brevi racconti ortani in dialetto)

Lore ortano, Orte 2017

(Leggende e aspetti popolari ortani)

Le frangiòttole di Mandolina, Orte 2017

(Favole ortane in dialetto)

Le còse che scomparisciono, Orte 2018

(Aspetti folklorici e di tradizione ortana in dialetto)

Io de stornelli ne sò ‘na bbròcca, Orte 2020

(Raccolta di stornelli ortani)

Ggiro ggiro tondo cavallo ‘mperatondo, Orte 2021

(Repertorio del folklore infantile ortano I parte)

Ponde ponènde ponde ppì, Orte 2022

(Repertorio del folklore infantile ortano II parte)

Poesie Haiku in dialetto ortano (con traduzione in italiano), Orte 2023

Li fijji sò de chi l’allatta e dde chi li fa magnà, Terni 2024

(Proverbi e motti sui figli e la loro educazione tra il Tevere e il Nera)

Tradizione dialetto e curiosità popolari ortane, Terni 2025

“Annanno ‘n ghjèsa” (Andando in chiesa) (Poesie Haiku sulle confraternite di Orte e religiose), Terni 2025



 

 

 

 

 

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