Nel corso della storia, il pane per i popoli ha rappresentato molto più di un semplice cibo quotidiano: è stato un simbolo culturale e religioso e la sua mancanza era causa di rivolta, cambiamenti politichi e sociali dai tempi antichi fino al giorno d'oggi
Nell'antico Egitto (luogo di nascita del pane lievitato), il pane era un alimento base, che gli Egizi in seguito chiamavano "aish" (che significa vita)
Nella cultura araba, il pane è spesso citato come simbolo di vita, benedizione e sacri legami umani, e non solo come semplice alimento.
Ecco alcuni proverbi:

La traduzione italiana di questo proverbio è: “Affida il pane al fornaio, anche se ne mangia metà.”
In arabo si pronuncia :“aeti alkhubza lilkhabbazi, wa law 'akala nisfahu.”
Questo proverbio molto noto nel Vicino Oriente, viene spesso citato per sottolineare l'importanza di assegnare i compiti a persone qualificate ed esperte per garantire la qualità, anche a costo di una spesa maggiore.
In italiano esiste un proverbio dal significato molto simile: “Ciascuno al suo mestiere” che invita a non improvvisarsi esperti in campi che non ci competono

La traduzione italiana di questo proverbio è: “Tra noi pane e sale.”
In arabo si pronuncia: “bainana khubz wa milh”
L'espressione "abbiamo condiviso pane e sale" diffusa in tutte le culture arabe rappresenta il più alto grado di alleanza e sicurezza e tradirla è considerato un crimine morale.
Questo proverbio viene citato per sottolineare un legame, la lealtà e un'amicizia consolidati dalla condivisione dei pasti e dalla buona compagnia.

La traduzione italiana di questo proverbio è: “Mangia il suo pane col sudore della sua fronte.”
Nel dialetto levantino (Siria, Libano, Palestina e Giordania) si pronuncia: “biakul khubzuhu min earaq jabinuh”
Anche questo proverbio molto famoso nella cultura araba e significa che una persona si guadagna da vivere e si mantiene con il proprio duro lavoro e onesto impegno, senza dipendere da nessuno né ricorrere a mezzi illegali.
In italiano esiste un proverbio molto simile: “Guadagnarsi il pane col sudore della fronte.”
Najada Jifi Bahloul
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